Quirico Decordi dal Vinitaly 2013

Nell’ambito del Vinitaly abbiamo intervistato Quirico Decordi, della Vinicola Decordi del Borgo Imperiale di Motta Baluffi (Cremona, Lombardia), il quale ci ha parlato della propria attività, dandoci qualche interessante informazione sul modo in cui il lambrusco viene venduto e consumato oggi.

 

 

Cos’è, per lei, il lambrusco?

 

_DSC7084Il lambrusco fa parte della nostra cultura, della nostra storia. La ricchezza della pianura padana sta nei prodotti della sua terra e del suo fiume. Il lambrusco si accompagna perfettamente con la selvaggina, le verdure e i pesci d’acqua dolce della nostra terra. Il lambrusco è un patrimonio molto importante per il nostro territorio, in quanto lo ha reso famoso nel mondo.

 

Come viene diffuso e consumato in Italia e all’estero?

 

La nostra azienda produce diversi tipi di vino tra i più conosciuti al mondo, con migliaia di etichette e personalizzazioni di bottiglia. Cerchiamo di andare incontro il più possibile alle richieste dei nostri consumatori. I comportamenti di consumo dettano una serie di standard. All’estero il lambrusco si beve soprattutto amabile, nonostante porti questo nome proprio per il suo carattere brusco. Per tradizione il lambrusco dovrebbe essere secco, ma questo non vuol dire che non possa essere prodotto e bevuto il lambrusco dolce.

 

Ogni consumatore preferisce un tipo di lambrusco rispetto a un altro. I disciplinari prevedono tantissime tipologie di lambrusco.

 

Oggi noi beviamo un’evoluzione del lambrusco tradizionale, che si beveva tanti anni fa. Adesso sono in pochi a fare il vino in maniera tradizionale. Un tempo il lambrusco si fermentava esclusivamente in bottiglia, adesso sono rimasti in pochi a ricorrere a questo metodo.

 

Come è nata ed è crescita, negli anni, la vostra cantina?
_DSC7077La nostra è una attività a conduzione familiare, nata da un’osteria nel 1921. Oggi il vino che la nostra azienda produce e vende di più è il lambrusco. Generiamo un importante volume di esportazioni all’estero. Il nostro vino arriva anche in Brasile, Spagna e Giappone. Imbottigliamo 10 mila bottiglie all’ora, con una media di un milione di bottiglie al mese.

 

La famiglia lavora in azienda. Mio figlio Alessandro ci lavora da quasi dieci anni. Mia figlia Giulia da quattordici anni è pallavolista professionista. Gioca in serie A, e nel frattempo frequenta Agraria, con indirizzo Enologico, all’Università di Piacenza. L’anno prossimo entrerà in azienda.

 

Il legame della vinicola con il territorio è forte. L’osteria esiste ancora: è li che accogliamo i nostri clienti.

 

Negli anni i nostri vini hanno vinto diversi premi importanti, fra i quali i riconoscimenti conquistati al Challenge International du Vin, al Concorso Enologico Internazionale Vinitaly e al Palio dei Vini Frizzanti Matilde di Canossa – Ghirlandina d’Oro. Abbiamo grande attenzione per la qualità, la ricerca e il rispetto della tradizione: uno dei nostri vanti è ad esempio il lambrusco biologico Superbio.

 

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